La visita di Domenica 10 Giugno alla mostra del “Canaletto”, a chiusura del primo semestre 2018 di appuntamenti archeologici e museali, è stata molto apprezzata dai partecipanti sia per il fascino che esercitano i quadri di questo rinomato “vedutista” del ‘700, sia per la sua storia privata e professionale vissuta tra Venezia, Roma e Londra.

Dalla giovinezza come uomo di teatro ed impetuoso pittore di rovine romane, al suo ritorno a Venezia come stella nascente sulla scena delle vedute veneziane. Prosegue poi arrivando al successo internazionale, con le commissioni degli ambasciatori stranieri per le ampie tele e l‘entusiasmo dei turisti inglesi del Grand Tour. Per loro le luminose vedute di Venezia, così ricche di dettagli architettonici e di vita quotidiana, rappresentano i più incantevoli souvenir del viaggio.

La mostra è una grande retrospettiva che intende celebrare il 250° anniversario della morte del grande pittore veneziano, presentando il più grande nucleo di opere di sua mano mai esposto in Italia: 42 dipinti, inclusi alcuni celebri capolavori, 9 disegni e 16 libri e documenti d’archivio.

Il percorso della mostra, concepito come un vero e proprio dossier sulla personalità e creatività di Canaletto, si snoda attraverso otto sezioni che raccontano il suo rapporto con il teatro, il capriccio archeologico ispirato alla rovine dell’antica Roma, i primi successi a Venezia, gli anni d’oro, il rapporto con i suoi collaboratori e l’atelier e la presenza del nipote Bernardo Bellotto, le vedute di Roma e dell’Inghilterra, gli ultimi fuochi d’artificio al ritorno a Venezia fino alla sua morte che lo coglie in povertà.